
Territori sud-orientali
Le trasparenze del mare in un'insenatura della costa di Villasimius
Sono i prodotti enogastronomici a caratterizzare questa sezione dell'Isola: i piatti di pesce del Cagliaritano, come la burrida e la cassola, gli ulivi e gli oli del Parteolla, dal colore cangiante dal verde al dorato, i densi sapori delle diverse tipologie di formaggi della Trexenta, rinomate a livello nazionale, le ottime qualità di agrumi del Sarrabus e della frutta del Gerrei, tutti prodotti inseriti nei menù dei locali ristoranti. Un mondo di sapori tipici che vanno dunque dai prodotti del mare a quelli delle fertili terre sarde, per deliziare i palati di tutti coloro che qui si fermeranno per degustare e arricchire il proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze.
Le trasparenze del mare in un'insenatura della costa di Villasimius
Sono i prodotti enogastronomici a caratterizzare questa sezione dell'Isola: i piatti di pesce del Cagliaritano, come la burrida e la cassola, gli ulivi e gli oli del Parteolla, dal colore cangiante dal verde al dorato, i densi sapori delle diverse tipologie di formaggi della Trexenta, rinomate a livello nazionale, le ottime qualità di agrumi del Sarrabus e della frutta del Gerrei, tutti prodotti inseriti nei menù dei locali ristoranti. Un mondo di sapori tipici che vanno dunque dai prodotti del mare a quelli delle fertili terre sarde, per deliziare i palati di tutti coloro che qui si fermeranno per degustare e arricchire il proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze.
Campidano di Cagliari.
Trexenta
Trexenta, campo di colza.
La zona della Trexenta è un susseguirsi di verdi e rigogliose campagne dove frutteti si alternano a vigne, oliveti, campi cerealicoli. Le sue felici condizioni climatiche, favorite anche dall'abbondanza d'acqua, hanno sempre determinato una ricca produzione locale di vino, olio e grano, tuttora rinomata. Proprio al suo paesaggio fertile si deve l'articolata stratificazione storica degli insediamenti umani, che affondano le radici fin dall'epoca preistorica, per proseguire nel periodo punico quando divenne un importante granaio. A questo proposito merita una visita il Museo del Grano di Ortacesus, che documenta gli aspetti tradizionali della coltivazione, lavorazione e consumo del grano. Fra le aree di interesse archeologico nel territorio della Trexenta si segnala il santuario nuragico di Santa Vittoria, centro di culto di rilevanza regionale, capace di attrarre anche da lontano le popolazioni della Sardegna dell'Età del Bronzo. Localizzato sul ciglio sud-occidentale della giara di Serri, esteso per più di 3 ettari, presenta quattro gruppi principali di edifici: i due templi a pozzo con la "capanna del sacerdote", il grande "recinto delle feste", il gruppo del recinto del "doppio betilo" ed il gruppo che sta ad est-sudest, mentre a parte sono la "capanna del capo" ed altri gruppi di ambienti. Nel periodo medioevale distretto del Giudicato di Cagliari, la Trexenta ha vissuto in prima linea capitoli significativi della cultura artistica in Sardegna: così, nella cattedrale romanica di San Pietro a Suelli è possibile ammirare l'importante Retablo di San Pietro eseguito nella bottega cagliaritana dei Cavaro, protagonisti del nuovo corso della pittura in Sardegna nel XVI secolo; Senorbì, città interessata da insediamenti nuragici, diede i natali a Giuseppe Antonio Lonis, il più importante esponente della scultura lignea nell'Isola; Guasila, con la chiesa di Santa Maria Assunta di Gaetano Cima, propone uno dei più significativi esempi di architettura neoclassica nell'Isola.
COMUNI
Barrali
Escolca
Gergei
Gesico
Guamaggiore
Guasila
Mandas
Ortacesus
Pimentel
Samatzai
San Basilio
Sant'Andrea Frius
Selegas
Senorbi'
Serri
Siurgus Donigala
SuelliSuelli
DA VEDERE
Monumenti Monumenti
Feste, sagre ed eventi Feste, sagre ed eventi
Pimentel, Necropoli di S'Acqua Salida e di Corongiu 
Domus de janas di Pimentel
Come arrivareImboccata dalla SS 131 la 128 e percorsi 10 km, si imbocca la SP 66 bis. Dopo 6 km si raggiunge Pimentel. Dalla piazza del paese si imbocca la strada comunale per Guasila che porta alla necropoli di Corongiu (svoltando alla prima carrareccia sulla s. e proseguendo per 1 km) e alla necropoli di S'Acqua Salida (svoltando alla quarta carrareccia sulla s. e proseguendo per 150 m). Il contesto ambientaleLa necropoli è ubicata su brevi rialzi di arenaria quaternaria, nel paesaggio dolcemente ondulato della Trexenta. DescrizioneÈ articolata in due aree poste a m 150 di distanza: la prima è costituita da domus de janas del tipo a proiezione orizzontale e a pozzetto (1, 2, 3, 4), l'altra da domus a pozzetto (5, 6, 7). Particolarmente notevole la tomba 1, risultato di diverse fasi costruttive: originariamente del tipo a pozzetto con anticella e grande cella, poi dotata di un lungo corridoio d'accesso al posto del pozzetto ed ampliata sulla destra della grande cella, annettendo tre camerette sepolcrali di una confinante sepoltura. L'anticella ha il riquadro dipinto in ocra rossa. L'ingresso è volto a SO. La tomba 2 è costituita da un pozzetto d'accesso e da una cella rettangolare il cui soffitto, parzialmente crollato, era originariamente sorretto da due pilastri. Sul pavimento è presente una vasca dove sono ricavate delle coppelle. La parete opposta all'ingresso presenta un ornato dipinto in ocra rossa: due protomi taurine con schema a T entro un riquadro rettangolare. Il colore rosso e la protome taurina sono i segni più comuni della religiosità neolitica sarda. La tomba 4 è articolata in un corridoio d'accesso, un'anticella e una cella. L'ingresso è orientato ad E. La cella, circolare, riproduce lo schema della capanna: lo dimostrano i particolari delle pareti e del soffitto dove corrono larghe fasce in rilievo simulanti il tetto e il relativo impianto ligneo di sostegno. Prossima al primo gruppo di tombe è un'area sacra con focolare e coppelle probabilmente destinata ai rituali funebri che precedevano la tumulazione. Le domus 5, 6, 7 sono del tipo a pozzetto con anticella e cella. La cella della tomba 6 presenta una nicchia rettangolare decorata con ocra rossa, un bancone sepolcrale ed un pilastro. Altre coppelle sono incise nella roccia sovrastante il secondo gruppo di tombe. La necropoli viene datata al Neolitico finale (cultura di San Michele, 3200-2800 a.C.), ma non mancano attestazioni di un riuso durante il Bronzo antico (cultura di Bonnanaro, 1800-1600 a.C.). Risale al Neolitico finale anche la domus più famosa della vicina necropoli di Corongiu. Violata da tempi immemorabili, è costituita da un pozzetto d'accesso, un'anticella e una cella. La parete d'accesso alla cella, sopra e ai lati del portello, mostra un interessantissimo ornato simbolico inciso e sottolineato in rosso. La fascia superiore è decorata al centro da un elemento verticale che si apre superiormente in due spirali: il naso e gli occhi della dea madre, secondo l'interpretazione degli studiosi. Ai lati in basso una linea a zigzag è limitata a destra da una spirale e a sinistra da due doppi cerchi. In alto, ai lati della doppia spirale od occhi della dea, sono rappresentati due motivi "a barca" con terminazioni a spirale. Due lunghi elementi verticali che si aprono superiormente e inferiormente in due spirali decorano le pareti ai lati del portello. Storia degli scaviIl sito è stato oggetto di indagine archeologica condotta da Emerenziana Usai. BibliografiaE. Usai, "La cultura Ozieri a Pimentel e a Siddi", in La cultura di Ozieri: problematiche e nuove acquisizioni. Atti del I convegno di studio, Ozieri, Il Torchietto, 1988, pp. 217-222; E. Usai, "Pimentel (Cagliari) Loc. S'Acqua Salida", in I Sardi. La Sardegna dal paleolitico all'età romana, a cura di E. Anati, Milano, Jaca Book, 1984, pp. 113-118.
SERVIZI
Hotel
Bed and breakfast
Ristoranti
Pizzerie
Agriturismo
Trasporti pubblici
Ferrovie
Pro Loco

Domus de janas di Pimentel
Come arrivareImboccata dalla SS 131 la 128 e percorsi 10 km, si imbocca la SP 66 bis. Dopo 6 km si raggiunge Pimentel. Dalla piazza del paese si imbocca la strada comunale per Guasila che porta alla necropoli di Corongiu (svoltando alla prima carrareccia sulla s. e proseguendo per 1 km) e alla necropoli di S'Acqua Salida (svoltando alla quarta carrareccia sulla s. e proseguendo per 150 m). Il contesto ambientaleLa necropoli è ubicata su brevi rialzi di arenaria quaternaria, nel paesaggio dolcemente ondulato della Trexenta. DescrizioneÈ articolata in due aree poste a m 150 di distanza: la prima è costituita da domus de janas del tipo a proiezione orizzontale e a pozzetto (1, 2, 3, 4), l'altra da domus a pozzetto (5, 6, 7). Particolarmente notevole la tomba 1, risultato di diverse fasi costruttive: originariamente del tipo a pozzetto con anticella e grande cella, poi dotata di un lungo corridoio d'accesso al posto del pozzetto ed ampliata sulla destra della grande cella, annettendo tre camerette sepolcrali di una confinante sepoltura. L'anticella ha il riquadro dipinto in ocra rossa. L'ingresso è volto a SO. La tomba 2 è costituita da un pozzetto d'accesso e da una cella rettangolare il cui soffitto, parzialmente crollato, era originariamente sorretto da due pilastri. Sul pavimento è presente una vasca dove sono ricavate delle coppelle. La parete opposta all'ingresso presenta un ornato dipinto in ocra rossa: due protomi taurine con schema a T entro un riquadro rettangolare. Il colore rosso e la protome taurina sono i segni più comuni della religiosità neolitica sarda. La tomba 4 è articolata in un corridoio d'accesso, un'anticella e una cella. L'ingresso è orientato ad E. La cella, circolare, riproduce lo schema della capanna: lo dimostrano i particolari delle pareti e del soffitto dove corrono larghe fasce in rilievo simulanti il tetto e il relativo impianto ligneo di sostegno. Prossima al primo gruppo di tombe è un'area sacra con focolare e coppelle probabilmente destinata ai rituali funebri che precedevano la tumulazione. Le domus 5, 6, 7 sono del tipo a pozzetto con anticella e cella. La cella della tomba 6 presenta una nicchia rettangolare decorata con ocra rossa, un bancone sepolcrale ed un pilastro. Altre coppelle sono incise nella roccia sovrastante il secondo gruppo di tombe. La necropoli viene datata al Neolitico finale (cultura di San Michele, 3200-2800 a.C.), ma non mancano attestazioni di un riuso durante il Bronzo antico (cultura di Bonnanaro, 1800-1600 a.C.). Risale al Neolitico finale anche la domus più famosa della vicina necropoli di Corongiu. Violata da tempi immemorabili, è costituita da un pozzetto d'accesso, un'anticella e una cella. La parete d'accesso alla cella, sopra e ai lati del portello, mostra un interessantissimo ornato simbolico inciso e sottolineato in rosso. La fascia superiore è decorata al centro da un elemento verticale che si apre superiormente in due spirali: il naso e gli occhi della dea madre, secondo l'interpretazione degli studiosi. Ai lati in basso una linea a zigzag è limitata a destra da una spirale e a sinistra da due doppi cerchi. In alto, ai lati della doppia spirale od occhi della dea, sono rappresentati due motivi "a barca" con terminazioni a spirale. Due lunghi elementi verticali che si aprono superiormente e inferiormente in due spirali decorano le pareti ai lati del portello. Storia degli scaviIl sito è stato oggetto di indagine archeologica condotta da Emerenziana Usai. BibliografiaE. Usai, "La cultura Ozieri a Pimentel e a Siddi", in La cultura di Ozieri: problematiche e nuove acquisizioni. Atti del I convegno di studio, Ozieri, Il Torchietto, 1988, pp. 217-222; E. Usai, "Pimentel (Cagliari) Loc. S'Acqua Salida", in I Sardi. La Sardegna dal paleolitico all'età romana, a cura di E. Anati, Milano, Jaca Book, 1984, pp. 113-118.
SERVIZI
Hotel
Bed and breakfast
Ristoranti
Pizzerie
Agriturismo
Trasporti pubblici
Ferrovie
Pro Loco
Nessun commento:
Posta un commento