Vacanze da sogno.

domenica 11 maggio 2008

PARCHI MARINI

Asina Asinara ra

Area marina protetta nell'isola dell'Asinara Uno sguardo in anteprima
Collocata nel territorio del comune di Porto Torres (SS), l'Asinara è una delle più suggestive isole del Mediterraneo poiché ha mantenuto inalterato il proprio fascino naturalistico. La sua lunghissima destinazione a colonia penale ha, infatti, fatto sì che i suoi visitatori fossero numericamente limitati preservando, quindi, l'ambiente naturale. Dal 1997 è Parco Nazionale, meta consueta di brevi crociere lungo la costa. Chiamata dai Romani Aenaria Insula (Isola di Enea) ed Herculis Insula (di Ercole), oggi presenta un toponimo dalle incerte origini.

Asinara potrebbe infatti derivare dal nome dell'asinello sardo, che qui si presenta albino e con gli occhi molto chiari; altra ipotesi è invece riferita al termine latino "sinuaria", che alluderebbe ad una costa modellata da dolci insenature. Nel lato orientale l'Asinara è infatti particolarmente ricca di spiagge e calette, come quelle di granito rosa, le Cale Scombro e Sant'Andrea. Nel versante occidentale, invece, alte coste precipitano sul mare: fra queste la più elevata è la Punta dello Scorno, il cui apice è segnalato da un faro. Il panorama è decisamente variegato e la presenza di un bosco di lecci nella Vallombrosa arricchisce la caratteristica vegetazione della macchia mediterranea, che presenta anche specie rare quali la Evax rotundata e la Nananthea perpusilla.

Galleria fotografica
  • Punta scorno
  • Castellaccio
  • Euforbie
  • Capra selvatica
  • Cala Sabina




Come arrivare
L'isola dell'Asinara è raggiungibile dal Porto Nuovo di Stintino e da Porto Torres, dove sono localizzati appositi chioschi informativi e operativi per l'erogazione di biglietti.

Informazioni utili e servizi
Sull'isola esistono servizi di visite guidate organizzate dal Parco, con barconi autorizzati lungo il profilo costiero e, nell'isola, fuoristrada e mezzi su 4 ruote.

Contatti
Ente Parco nazionale dell'Asinara (Porto Torres)
tel. 079 503388
e-mail parco@asinara.org
sito internet: www.parcoasinara.org

Capitaneria di Porto Torres
tel. 079 502258; 079 515151

Porto Nuovo di Stintino
tel. 079 523519; 079 523760


Capo Carbonara - Villasimius

Il mare cristallino dell'area marina protetta di Villasimius
uno sguardo in anteprima
Acque smeraldine e paesaggi metafisici: queste le caratteristiche principali dell'area marina protetta che si sviluppa nell'estrema propaggine sud orientale della Sardegna e che prende il nome dal promontorio, Capo Carbonara, che in territorio di Villasimius si allunga sul mare con una forma di lancia aguzza. La zona comprende Capo Boi e Punta Porceddus, nel tratto costiero che prospetta sull'isola di Serpentara e circonda l'isola dei Cavoli. Istituita con D.M. il 15 settembre 1998, l'area ha come scenario il perimetro mosso e articolato del promontorio, dove pareti granitiche si alternano a verdi pinete e ad una vegetazione molto fitta.

Nel centro di Capo Carbonara si trova uno dei punti più suggestivi della costa sarda: lo specchio d'acqua dello stagno di Notteri, diviso dal mare da una sottile lingua di sabbia, che nella stagione invernale ospita fenicotteri, gabbiani, berte, starne. Le spiagge distese lungo i fianchi del promontorio, con la lucentezza di una sabbia i cui granelli si compongono di cristalli di quarzo, sono fra le più belle al mondo: dalle calette nei pressi di Capo Boi a Campu Longu.

Nei fondali, da ripide pareti granitiche si osservano nuotare ricciole, tonni, barracuda, una specie tropicale che ha scelto le acque calde del sud Sardegna come luogo di stanziamento. Ma l'incontro più emozionante si può fare nei dintorni dell'Isola di Serpentara, dove meravigliosi delfini fluttuano fra le onde. Nella Secca di Santa Caterina, poi, è possibile immergersi in un mare che mantiene un'ottima visibilità in tutte le stagioni e da dove la Madonna del Naufrago, statua dello scultore sardo contemporaneo Pinuccio Sciola, a circa 10 metri di profondità, assiste silente alla vita di un microcosmo incontaminato.



Come arrivare
Da Cagliari per raggiungere Villasimius è sufficiente 1 ora d'auto (o autobus), percorrendo la SS 125, strada costiera panoramica.

Informazioni utili e servizi
L'area ospita diverse attività di educazione ambientale.
Dal 23 luglio al 9 settembre apre il centro visite dell'Area Marina Protetta presso il Porto Turistico “Marina di Villasimius” fronte bivio Notteri - Porto Giunco. L'ingresso al centro è gratuito dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 11.00 e dalle 17.30 alle 21.30 e la domenica dalle 17.30 alle 21.30. Il mercoledì alle 19.00 attività ludiche di educazione ambientale per i bambini. Durante la giornata sono disponibili proiezioni di diapositive e videofilmati sull’ambiente marino.

Galleria fotografica
  • Spiaggia di Giunco
  • Porto turistico
  • Barche a Punta Molentis
  • Il faro di Villasimius
  • Isola di Serpentara



Contatti
Area Marina Protetta di Capo Carbonara
tel. 070 790234
sito internet:www.ampcapocarbonara.it
e-mail: info@ampcapocarbonara.it

Società cooperativa Diomedea
tel. 339 5256429
sito internet: www.diomedea.info
e-mail: diomedea@hotmail.it

Guide
Guida di Villasimius
L'area marina protetta capo carbonara
Guida Marinet
Area Marina Protetta di Capo Carbonara


Tavolara - Punta Coda Cavallo

L'isola di Tavolara
Uno sguardo in anteprima
L'area marina si estende nella parte nord orientale della Sardegna, da Capo Ceraso, a sud di Olbia, a Punta l'Isuledda, a sud di San Teodoro, con le isole di Tavolara e Molara, lo scoglio del Molarotto e i territori costieri da Capo Cesareo a Capo Coda Cavallo. Tavolara è un parallelepipedo calcareo alto oltre 560 metri, dove l'ecosistema si è conservato intatto grazie alla difficoltà di approdo che nei secoli l'hanno preservato dagli interventi antropici. Qui si trovano esemplari di rara bellezza come l'Erodium coricum, una varietà di geranio, e l'Asperula deficiens, che cresce solamente in quest'isola. Nel suo punto più alto, la Punta Cannone, è possibile godere di un panorama suggestivo e indimenticabile.

Al contrario dell'Isola di Tavolara, Molara è facilmente accessibile dalle imbarcazioni. Si ricopre di una folta vegetazione irrorata da falde acquifere che sfociano in numerose sorgenti. Lo scoglio del Molarotto, invece, si contraddistingue per l'abbondanza di uccelli che lo abitano, come il marangone dal ciuffo e il gabbiano reale.
Alla base del Monte Pedrosu, si estende una spiaggia colorata dal rosa del granito delle scogliere, dove si trova la famosa Roccia della Tartaruga, pietra che rievoca l'immagine della testuggine. Le acque della riserva, che racchiudono paesaggi sottomarini impressi nel blu profondo, possono essere esplorate con immersioni guidate in vari luoghi. Ad esempio, a sud di Tavolara, a Teddja Liscia, dove Astree, stelle rosse, cernie, ma anche gorgonie gialle appaiono fra gli anfratti e i cunicoli nei blocchi di calcare. Fra i tratti costieri dell'area, la spiaggia La Cinta, lunga circa 5 chilometri, ricoperta di sabbia bianchissima e pervasa dai profumi di ginepri, rosmarini, lentischi, è da considerare come un lembo di paradiso unico al mondo.





Come arrivare
L'isola di Tavolara è raggiungibile via mare partendo da Porto San Paolo. Nel periodo estivo ci si arriva anche con imbarcazioni private da Olbia e Golfo Aranci.

Informazioni utili e servizi
Nell'area marina protetta si organizzano settimane di educazione ambientale per le scuole, concorsi fotografici, visite guidate.


Galleria fotografica
  • Gabbiani sull'Isola di Tavolara
  • Attività subaquea a Tavolara
  • Veduta di Tavolara
  • Tavolara, flora marina
  • Tramonto su Tavolara


Contatti
Consorzio di gestione area marina protetta di Tavolara e Punta Coda Cavallo
tel. 0789 203013
sito internet: www.amptavolara.it
e-mail: info@amptavolara.it

Guide
Area marina protetta di Tavolara e Punta Coda Cavallo



Penisola del Sinis

L'isola di Mal di Ventre, al largo della penisola del Sinis
Uno sguardo in anteprima
Questa area marina comprende la penisola del Sinis, l'isola di Mal di Ventre e, più a sud, lo scoglio del Catalano. È una splendida oasi naturale, soprattutto per l'abbondanza di rocce erose e pietre modellate dal moto ondoso, come S'Archittu, spettacolare arco roccioso che sovrasta un mare cristallino. Tutta l'area, inoltre, ha un'importanza particolare anche per la vicinanza con le ricche zone umide dell'entroterra. Una multiforme varietà di ambienti si sussegue percorrendo la zona dal sud e procedendo verso settentrione: prima le caratteristiche lagunari di Su siccu; poi il promontorio roccioso di Capo San Marco, dove a Torr'e Seu si innalza in alte falesie seguite da tratti di scogliera alternati ad arenili sabbiosi; di nuovo le falesie di Su Tingiosu, che prospettano sull'Isola di Mal di Ventre, granitica, abitata da cormorani e tortore.

Dall'erosione dell'isola vengono i cristalli di quarzo che si depositano nelle spiagge illuminandone la sabbia. L'Area Marina Protetta organizza immersioni guidate, come quella nel tratto di mare delle secche vicine alle Cattedrali, due contrafforti granitici che si ergono dal fondale a sud ovest dell'isola di Mal di Ventre, popolati da aragoste, saraghi, cernie, murene, tartarughe marine. Ma è possibile esplorare anche Carosello, parte del tavolato granitico che collega Mal di Ventre allo Scoglio del Catalano, con tratti di roccia spaccata e colorata da corallo. Per chi ama esplorare relitti sommersi, è poi possibile visitare una nave da carico olandese affondata da tempo, eventualmente supportati da istruttori di diving.


Come arrivare
Per raggiungere l'area marina protetta è necessario raggiungere l'abitato di Cabras tramite la SS 131, quindi seguire le indicazioni per l'oasi naturalistica.

Informazioni utili e servizi
Nell'area marina protetta è possibile compiere itinerari naturalistici guidati, percorribili in inverno e in estate.

Galleria fotografica
  • Bottariga
  • Flora marina
  • Liberazione della tartaruga
  • Tartaruga marina
  • La costa della penisola del Sinis


Contatti
Area Marina Protetta del Sinis
tel. 0783 290071
sito internet: www.areamarinasinis.it
e-mail: info@areamarinasinis.it |

Guide
Area Marina Protetta Penisola del Sinis Isola di Mal di Ventre
Indirizzi utili - Isola di Mal di Ventre


Capo Caccia - Isola Piana

Alghero, il tratto di costa tra Punta del Giglio e Capo Caccia
Capo Caccia - Isola Pianaa
Uno sguardo in anteprima
Rocce calcaree puntellate di grotte e anfratti che nascondono un mondo misterioso svettano su un mare turchese. L'area marina di Capo Caccia Isola Piana è raggiungibile percorrendo la strada litoranea che da Alghero passa per Fertilia e prosegue fino alla baia di Porto Conte: dopo il bivio, a sinistra, si può raggiungere un piazzale in cui è consentito il parcheggio.

L'area marina comprende l'insenatura di Porto Conte, denominata da Tolomeo Portus Ninpharum per la limpidezza delle sue acque, e il tratto di mare prospiciente la Punta del Giglio e Capo Caccia. Superata la baia estesa di Mugoni, la zona costiera che si prospetta è una scultura di promontori modellati dai fenomeni carsici sopra come sotto le acque. Sul versante orientale di Capo Caccia si apre la Grotta Verde, chiusa ai visitatori ma esplorabile con permesso rilasciato dall'azienda di soggiorno di Alghero. Il nome della grotta si deve allo strato di muschi e licheni che ricopre le rocce dell'ingresso, e la sua fama è legata anche a testimonianze della civiltà preistorica in Sardegna che vi sono state rinvenute: sembra infatti che circa 7000 anni fa fosse utilizzata dagli antichi abitanti del Capo per accogliere i defunti e i loro corredi funebri.

La zona di Punta del Giglio e Capo Caccia è il paradiso delle grotte sottomarine. Qui la grotta di Nettuno, sotto lo sperone di Capo Caccia, raggiungibile via mare o attraverso i numerosi gradini della Escala del Cabirol che copre un dislivello di 110 metri, ospita ambienti resi suggestivi dalla presenza di stalattiti e stalagmiti.
La grotta sottomarina di Nereo è invece una delle grotte subacquee più famose della Sardegna, con la sua articolata struttura con gallerie e cunicoli. Qui il corallo cresce in tutti gli anfratti, si ramifica in rosse colonie osservabili già a 5-6 metri di profondità. A nord, oltrepassata la mole calcarea di Capocaccia, si trova la Punta Cristallo, habitat del falco pellegrino e del grifone, dove lembi di roccia erosa alti fino a 326 metri restano sospesi maestosamente sul mare.



Come arrivare
Per visitare l'Area Marina Protetta Capocaccia - Isola Piana è necessario raggiungere l'abitato di Alghero e seguire le indicazioni per l'oasi naturalistica.

Informazioni utili e servizi
L'area ospita diversi programmi di educazione ambientale e si presta a vari itinerari naturalistici e archeologici.

Galleria fotografica
  • Sub nelle acque di Alghero
  • Stella marina
  • Spiaggia e pineta di Maria Pia
  • Scorfano sul corallo di Alghero
  • Sarago Pizzuto


Contatti
Area Marina Protetta di Capo Caccia - Isola Piana
sito internet: www.ampcapocaccia.it
e-mail: info@ampcapocaccia.it
tel. 079 998551 - 079 998548 - 079 998549
fax 079 998415


Capo Caccia - Isola Piana

Alghero, il tratto di costa tra Punta del Giglio e Capo Caccia
Uno sguardo in anteprima
Rocce calcaree puntellate di grotte e anfratti che nascondono un mondo misterioso svettano su un mare turchese. L'area marina di Capo Caccia Isola Piana è raggiungibile percorrendo la strada litoranea che da Alghero passa per Fertilia e prosegue fino alla baia di Porto Conte: dopo il bivio, a sinistra, si può raggiungere un piazzale in cui è consentito il parcheggio.

L'area marina comprende l'insenatura di Porto Conte, denominata da Tolomeo Portus Ninpharum per la limpidezza delle sue acque, e il tratto di mare prospiciente la Punta del Giglio e Capo Caccia. Superata la baia estesa di Mugoni, la zona costiera che si prospetta è una scultura di promontori modellati dai fenomeni carsici sopra come sotto le acque. Sul versante orientale di Capo Caccia si apre la Grotta Verde, chiusa ai visitatori ma esplorabile con permesso rilasciato dall'azienda di soggiorno di Alghero. Il nome della grotta si deve allo strato di muschi e licheni che ricopre le rocce dell'ingresso, e la sua fama è legata anche a testimonianze della civiltà preistorica in Sardegna che vi sono state rinvenute: sembra infatti che circa 7000 anni fa fosse utilizzata dagli antichi abitanti del Capo per accogliere i defunti e i loro corredi funebri.

La zona di Punta del Giglio e Capo Caccia è il paradiso delle grotte sottomarine. Qui la grotta di Nettuno, sotto lo sperone di Capo Caccia, raggiungibile via mare o attraverso i numerosi gradini della Escala del Cabirol che copre un dislivello di 110 metri, ospita ambienti resi suggestivi dalla presenza di stalattiti e stalagmiti.
La grotta sottomarina di Nereo è invece una delle grotte subacquee più famose della Sardegna, con la sua articolata struttura con gallerie e cunicoli. Qui il corallo cresce in tutti gli anfratti, si ramifica in rosse colonie osservabili già a 5-6 metri di profondità. A nord, oltrepassata la mole calcarea di Capocaccia, si trova la Punta Cristallo, habitat del falco pellegrino e del grifone, dove lembi di roccia erosa alti fino a 326 metri restano sospesi maestosamente sul mare.



Come arrivare
Per visitare l'Area Marina Protetta Capocaccia - Isola Piana è necessario raggiungere l'abitato di Alghero e seguire le indicazioni per l'oasi naturalistica.

Informazioni utili e servizi
L'area ospita diversi programmi di educazione ambientale e si presta a vari itinerari naturalistici e archeologici.

Galleria fotografica
  • Sub nelle acque di Alghero
  • Stella marina
  • Spiaggia e pineta di Maria Pia
  • Scorfano sul corallo di Alghero
  • Sarago Pizzuto


Contatti
Area Marina Protetta di Capo Caccia - Isola Piana
sito internet: www.ampcapocaccia.it
e-mail: info@ampcapocaccia.it
tel. 079 998551 - 079 998548 - 079 998549
fax 079 998415

Tavolara - Punta Coda Cavallo

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L'area marina si estende nella parte nord orientale della Sardegna, da Capo Ceraso, a sud di Olbia, a Punta l'Isuledda, a sud di San Teodoro, con le isole di Tavolara e Molara, lo scoglio del Molarotto e i territori costieri da Capo Cesareo a Capo Coda Cavallo. Tavolara è un parallelepipedo calcareo alto oltre 560 metri, dove l'ecosistema si è conservato intatto grazie alla difficoltà di approdo che nei secoli l'hanno preservato dagli interventi antropici. Qui si trovano esemplari di rara bellezza come l'Erodium coricum, una varietà di geranio, e l'Asperula deficiens, che cresce solamente in quest'isola. Nel suo punto più alto, la Punta Cannone, è possibile godere di un panorama suggestivo e indimenticabile.

Al contrario dell'Isola di Tavolara, Molara è facilmente accessibile dalle imbarcazioni. Si ricopre di una folta vegetazione irrorata da falde acquifere che sfociano in numerose sorgenti. Lo scoglio del Molarotto, invece, si contraddistingue per l'abbondanza di uccelli che lo abitano, come il marangone dal ciuffo e il gabbiano reale.
Alla base del Monte Pedrosu, si estende una spiaggia colorata dal rosa del granito delle scogliere, dove si trova la famosa Roccia della Tartaruga, pietra che rievoca l'immagine della testuggine. Le acque della riserva, che racchiudono paesaggi sottomarini impressi nel blu profondo, possono essere esplorate con immersioni guidate in vari luoghi. Ad esempio, a sud di Tavolara, a Teddja Liscia, dove Astree, stelle rosse, cernie, ma anche gorgonie gialle appaiono fra gli anfratti e i cunicoli nei blocchi di calcare. Fra i tratti costieri dell'area, la spiaggia La Cinta, lunga circa 5 chilometri, ricoperta di sabbia bianchissima e pervasa dai profumi di ginepri, rosmarini, lentischi, è da considerare come un lembo di paradiso unico al mondo.





Come arrivare
L'isola di Tavolara è raggiungibile via mare partendo da Porto San Paolo. Nel periodo estivo ci si arriva anche con imbarcazioni private da Olbia e Golfo Aranci.

Informazioni utili e servizi
Nell'area marina protetta si organizzano settimane di educazione ambientale per le scuole, concorsi fotografici, visite guidate.


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  • Gabbiani sull'Isola di Tavolara
  • Attività subaquea a Tavolara
  • Veduta di Tavolara
  • Tavolara, flora marina
  • Tramonto su Tavolara


Contatti
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Capo Carbonara - Villasimius

Il mare cristallino dell'area marina protetta di Villasimius
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Acque smeraldine e paesaggi metafisici: queste le caratteristiche principali dell'area marina protetta che si sviluppa nell'estrema propaggine sud orientale della Sardegna e che prende il nome dal promontorio, Capo Carbonara, che in territorio di Villasimius si allunga sul mare con una forma di lancia aguzza. La zona comprende Capo Boi e Punta Porceddus, nel tratto costiero che prospetta sull'isola di Serpentara e circonda l'isola dei Cavoli. Istituita con D.M. il 15 settembre 1998, l'area ha come scenario il perimetro mosso e articolato del promontorio, dove pareti granitiche si alternano a verdi pinete e ad una vegetazione molto fitta.

Nel centro di Capo Carbonara si trova uno dei punti più suggestivi della costa sarda: lo specchio d'acqua dello stagno di Notteri, diviso dal mare da una sottile lingua di sabbia, che nella stagione invernale ospita fenicotteri, gabbiani, berte, starne. Le spiagge distese lungo i fianchi del promontorio, con la lucentezza di una sabbia i cui granelli si compongono di cristalli di quarzo, sono fra le più belle al mondo: dalle calette nei pressi di Capo Boi a Campu Longu.

Nei fondali, da ripide pareti granitiche si osservano nuotare ricciole, tonni, barracuda, una specie tropicale che ha scelto le acque calde del sud Sardegna come luogo di stanziamento. Ma l'incontro più emozionante si può fare nei dintorni dell'Isola di Serpentara, dove meravigliosi delfini fluttuano fra le onde. Nella Secca di Santa Caterina, poi, è possibile immergersi in un mare che mantiene un'ottima visibilità in tutte le stagioni e da dove la Madonna del Naufrago, statua dello scultore sardo contemporaneo Pinuccio Sciola, a circa 10 metri di profondità, assiste silente alla vita di un microcosmo incontaminato.



Come arrivare
Da Cagliari per raggiungere Villasimius è sufficiente 1 ora d'auto (o autobus), percorrendo la SS 125, strada costiera panoramica.

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L'area ospita diverse attività di educazione ambientale.
Dal 23 luglio al 9 settembre apre il centro visite dell'Area Marina Protetta presso il Porto Turistico “Marina di Villasimius” fronte bivio Notteri - Porto Giunco. L'ingresso al centro è gratuito dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 11.00 e dalle 17.30 alle 21.30 e la domenica dalle 17.30 alle 21.30. Il mercoledì alle 19.00 attività ludiche di educazione ambientale per i bambini. Durante la giornata sono disponibili proiezioni di diapositive e videofilmati sull’ambiente marino.

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  • Spiaggia di Giunco
  • Porto turistico
  • Barche a Punta Molentis
  • Il faro di Villasimius
  • Isola di Serpentara


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tel. 070 790234
sito internet:www.ampcapocarbonara.it
e-mail: info@ampcapocarbonara.it

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Penisola del Sinis

L'isola di Mal di Ventre, al largo della penisola del Sinis
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Questa area marina comprende la penisola del Sinis, l'isola di Mal di Ventre e, più a sud, lo scoglio del Catalano. È una splendida oasi naturale, soprattutto per l'abbondanza di rocce erose e pietre modellate dal moto ondoso, come S'Archittu, spettacolare arco roccioso che sovrasta un mare cristallino. Tutta l'area, inoltre, ha un'importanza particolare anche per la vicinanza con le ricche zone umide dell'entroterra. Una multiforme varietà di ambienti si sussegue percorrendo la zona dal sud e procedendo verso settentrione: prima le caratteristiche lagunari di Su siccu; poi il promontorio roccioso di Capo San Marco, dove a Torr'e Seu si innalza in alte falesie seguite da tratti di scogliera alternati ad arenili sabbiosi; di nuovo le falesie di Su Tingiosu, che prospettano sull'Isola di Mal di Ventre, granitica, abitata da cormorani e tortore.

Dall'erosione dell'isola vengono i cristalli di quarzo che si depositano nelle spiagge illuminandone la sabbia. L'Area Marina Protetta organizza immersioni guidate, come quella nel tratto di mare delle secche vicine alle Cattedrali, due contrafforti granitici che si ergono dal fondale a sud ovest dell'isola di Mal di Ventre, popolati da aragoste, saraghi, cernie, murene, tartarughe marine. Ma è possibile esplorare anche Carosello, parte del tavolato granitico che collega Mal di Ventre allo Scoglio del Catalano, con tratti di roccia spaccata e colorata da corallo. Per chi ama esplorare relitti sommersi, è poi possibile visitare una nave da carico olandese affondata da tempo, eventualmente supportati da istruttori di diving.


Come arrivare
Per raggiungere l'area marina protetta è necessario raggiungere l'abitato di Cabras tramite la SS 131, quindi seguire le indicazioni per l'oasi naturalistica.

Informazioni utili e servizi
Nell'area marina protetta è possibile compiere itinerari naturalistici guidati, percorribili in inverno e in estate.

Galleria fotografica
  • Bottariga
  • Flora marina
  • Liberazione della tartaruga
  • Tartaruga marina
  • La costa della penisola del Sinis


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tel. 0783 290071
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e-mail: info@areamarinasinis.it |


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